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Il Popolo di Enotria in Common Law

Il Popolo di Enotria in Common Law è il mezzo attraverso il quale un gruppo di Uomini e Donne autodeterminati ha scelto di vivere secondo i principi della Legge Naturale o Diritto della Natura; questa definisce come Popolo un gruppo di Uomini e Donne Liberi il cui intento è di operare nel pieno rispetto di tutte le Creature esistenti e uniti dal comune obiettivo di imparare a vivere e  agire in Onore, Pace e Amore, utilizzando come sistema legale quello della Common Law, Unica Giurisdizione e Legge che si è scelto di usare per tutelare le nostre esistenze.

Cosa possiamo fare in Common Law

Aderire al Popolo de Enotrio en Kutima Juro ci permette, dopo il furto di personalità da noi subìto alla nascita con la registrazione anagrafica da parte dei nostri genitori, di riappropriarci di tutti i nostri diritti di nascita come Uomini e Donne Viventi, e in particolare:

Esistenza in vita

Possiamo dichiarare ufficialmente la nostra esistenza in vita compilando il certificato di nascita che ci permette di riunirci al mondo come Uomini e Donne Viventi e recuperare il collegamento, anche legale, con la nostra linea familiare

Uscita dal sistema fiscale

Le tasse sono il principale mezzo usato dagli Stati per controllare le persone, poiché con la registrazione anagrafica è stato sottratto ad ognuno di noi il valore di ciò che ci appartiene. L’Essere Umano Vivo ha già pagato tutto col bond di nascita e null’altro è dovuto al Sistema

Recupero della finzione giuridica

Grazie alla Corte in Common Law possiamo riappropriarci della nostra finzione giuridica, cioè dell’amministrazione della figura fittizia creata alla nostra nascita dalla corporazione ITALY REPUBLIC OF con l'iscrizione anagrafica

La ETJKI Karto

È il nostro nuovo documento che ci fa riconoscere ed identificare come Donne e Uomini Vivi; non essendo vincolato ai sistemi di governo corporativi e alle loro regole, basandosi sul principio della totale responsabilità individuale, sostituisce ogni documento identificativo

I diritti degli Esseri Umani Vivi

Dalla messa in schiavitù dell’Essere Umano a favore delle finzioni giuridiche, le persone non hanno più diritti ma solo privilegi condizionati; come Esseri Umani Vivi, tramite la Common Law noi ci riappropriamo dei nostri diritti Universali violati

Tutela internazionale

Notificarsi in Common Law permette di staccarsi dalla giurisdizione dello Stato Italiano e diventare soggetti tutelati dal Diritto Internazionale; così, per qualsiasi problema il Sistema volesse creare, ci si può appellare direttamente alla giustizia internazionale

Popolo de Enotrio en Kutima Juro 

La verità è che nella vita di tutti i giorni, ci sono ovunque persone che usano la Common Law e su questa fanno affidamento per vivere e lavorare insieme, poiché è la via più naturale con cui queste conducono gli affari tra loro.

Si può paragonare alle radici che legano le comunità umane, sostenendo in modo incondizionato la vita, la dignità e il benessere di ogni uomo, donna e bambino; queste radici sono necessarie e fondamentali soprattutto di fronte a quei poteri che cercano di sovvertire tali libertà naturali.

Estendere il nostro regno della Common Law in tutti i settori della vita quotidiana significa sfidare le regole arbitrarie, e il fatto stesso che questa sia la legge di NOI, la stragrande maggioranza dell'umanità, significa che le basta solo essere messa in pratica in modo coerente da un numero sufficiente di Uomini e Donne Vivi per autorizzare gli ufficiali dello sceriffo e le autorità a farla rispettare.

Esperanta flago

La internacia lingvo

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Che succederebbe se...

Che succederebbe se un giorno risvegliandoci scoprissimo di essere in maggioranza?
Che succederebbe se all’improvviso un’ingiustizia, una qualsiasi, venisse ripudiata da tutti, da tutti noi, da tutti non da alcuni, da pochi, ma da tutti?
Che succederebbe se invece di essere così divisi ci moltiplicassimo, sommandoci tra noi sottraendoci al nemico che ci sbarra la strada?
Che succederebbe se ci organizzassimo e allo stesso tempo affrontassimo senz’armi, in silenzio, in moltitudini, in milioni di sguardi, la faccia degli oppressori, senza lodi né plausi, né sorrisi, senza pacche sulle spalle, senza sigle di partito, senza slogan?
Che succederebbe se io chiedessi di te che sei lontano, e tu di me che sono lontano, e entrambi degli altri che sono molto, ma molto lontani e gli altri di noi anche se siamo lontani?
Che succederebbe se il grido di un continente fosse il grido di tutti i continenti? 
Che succederebbe se abbattessimo le frontiere e marciassimo e marciassimo e marciassimo e continuassimo a marciare?
Che succederebbe se bruciassimo tutte le bandiere per conservarne soltanto una, la nostra, quella di tutti, o meglio nessuna perché non ne sentiamo il bisogno?
Che succederebbe se per un istante smettessimo di essere patrioti per diventare Esseri Umani?
Non so, io mi domando, che succederebbe?

Mario Benedetti (Paso de los Toros, 14 settembre 1920 – Montevideo, 17 maggio 2009
(Trad.  Milton Fernandez)

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