Dal blog Phastidio.net riproduco questa bella storia, troppo significativa, ambientata nel West americano, che Seminerio ha a sua volta tradotto da un blog di quel paese.
È una giornata di calma piatta nel paese, le strade sono deserte. Il momento è difficile e l’economia stenta a risollevarsi.
Un ricco turista in visita nella zona entra in paese, si ferma al motel, e mette sul banco un biglietto da 100 dollari dicendo che vuole esaminare le stanze di sopra per sceglierne una per la notte.
Appena il turista sale le scale, il proprietario del motel afferra la banconota e si precipita a pagare il proprio debito col macellaio.
Il macellaio prende i 100 dollari e si precipita a saldare il proprio debito con l’allevatore di maiali.
L’allevatore di maiali prende i 100 dollari e si dirige a pagare il debito che ha verso il proprio fornitore, la Cooperativa agricola.
Il ragazzo della Cooperativa agricola prende i 100 dollari e corre a pagare il debito che ha con la prostituta del paese, che a sua volta sta passando momenti difficili ed è stata costretta ad offrire i propri "servizi” a credito.
La prostituta si precipita al motel e rimborsa il debito che ha col proprietario, per l’utilizzo di una stanza. Il proprietario del motel prende la banconota da 100 dollari e la rimette sul banco, in modo che il ricco turista non si accorga di nulla.
In quel momento il turista scende le scale, dice che le stanze non lo soddisfano, si riprende la banconota da 100 dollari e lascia il paese.
Nessuno ha prodotto alcunché. Nessuno ha guadagnato alcunché. Tuttavia, il paese è ora libero da debito e guarda al futuro con molto più ottimismo.
E già questa storia dà un'idea molto chiara di come funziona la finzione ed illusione del concetto di debito e credito, ma ancora più interessante è una variante, o meglio una continuazione della storia, presentata in un commento:
Dopo qualche giorno nel saloon del motel si presenta lo sceriffo di un paese vicino: c’è un falsario che sta girando la zona cercando di spacciare banconote da 100 dollari false: lo avete visto? è passato anche di qui?
Gli avventori si guardano negli occhi e rispondono tutti di no.
L’economia, rete di relazioni essenziale alla sopravvivenza, è negli uomini tipicamente umana, cioè attraversata dall'universo del simbolico, ovverosia del linguaggio, dato che è il linguaggio l’abitazione principale dei simboli; e il denaro è il linguaggio dell’economia.
Sì, insisto su punto: il denaro non ha niente di reale; se qualcuno se la ricorda, il denaro non è più reale della pipa di Magritte; il simbolo di una pipa non è una pipa: è grottesco che la nostra mente sia invece portata a pensarlo.
Ci dimentichiamo facilmente che, se il denaro è un simbolo, a maggior ragione lo è il debito.
Di che cosa è simbolo il debito? Di una particolare relazione economica del passato, di una prestazione di servizi che non ha avuto il suo corrispettivo.
Il debito è dunque semplicemente una forma di memoria: così labile, per suo conto, che attorno gli è stato costruito un intero apparato giuridico fatto di leggi, magistratura, palazzi di giustizia, banche, per provare a dare a questi ricordi intrinsecamente fragili una solidità quasi maggiore degli oggetti presenti.
Immaginate per un momento di avere prestato dei soldi a qualcuno dieci anni fa, ma senza farvene rilasciare una ricevuta: che valore ha quel debito? In che cosa si distingue da un falso ricordo?
A me è capitato qualche settimana fa: i rapporti con una persona si sono spezzati perché sosteneva di avermi restituito una parte di un piccolo debito che aveva con me, ma io non lo ricordavo (effettivamente la restituzione parziale c’era stata, ho verificato dopo; ma è bastata una mia negazione momentanea a inficiare il rapporto di fiducia – e a disperdere nel vento ogni possibilità di recuperare il residuo del mio credito – il che spiega l’esagerata suscettibilità del soggetto, che cercava nient’altro che un pretesto per non pagarlo).
Ora, nella storia di qui sopra riportata da phastidio.net è bastata l’apparenza del denaro per risolvere il problema del debito; e la soluzione non sarebbe venuta meno neppure se quella banconota da 100 dollari fosse stata falsa: vera o falsa, il suo passaggio di mano in mano ha risolto i problema del debito lo stesso.
La cosa si spiega solo pensando che appunto denaro e debito sono solo apparenze e simboli, altrimenti non sarebbe possibile che la semplice circolazione di un simbolo come una banconota (perdipiù, perfino se falsa) risolvesse il debito, se questo non fosse stato un simbolo a sua volta.
Un debito è un rapporto di forza; significa: io sono economicamente più potente di te, tanto è vero che in passato io ho dato a te più di quanto tu mi hai potuto restituire in cambio, e questa forza fa sì che adesso tu sia mio vassallo e debba fornirmi prestazioni gratuite di te, per riconoscenza.
Che insegnamenti si possono ricavare da queste riflessioni?
Non lo so, fate voi. 🙂
Io l’ho già fatto troppe volte.
Fonte: https://bortocal.wordpress.com/2014/05/03/il-paradossodeldebito-e-del-denaro-339/